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Palazzo Cusani
Palazzo Cusani sorge nel pieno centro storico di Parma, a poche centinaia di metri dal Duomo, adiacente un complesso di fabbricati di origine medievale e di pregevole fattura. Venne costruito nella seconda metà del XV secolo per volontà del ramo parmense della nobile famiglia dei Cusani, i quali mantennero la proprietà del palazzo fino all'inizio del XVII secolo, quando il marchese Galeazzo donò l'edificio al Comune di Parma.



Nel 1612 iniziarono i primi lavori di ristrutturazione con la sistemazione delle attuali colonne di marmo nel chiostro e successivamente il palazzo, già ricco di decorazioni pittoriche e scultoree di grande qualità artistica, divenne sede dell'Università, che vi rimase fino al 1768.
Nella prima metà del Settecento il ducato di Parma subì numerosi cambiamenti apportati dal nuovo governo di Filippo di Borbone, giunto a Parma in seguito al trattato di Aquisgrana, e dal suo primo ministro Guglielmo Du Tillot. Ma fu per ordine del figlio, don Ferdinando di Borbone, che nel 1778 Palazzo Cusani fu adibito a Zecca di Stato. La nuova funzione acquisita dall'edificio comportò ulteriori modifiche ed una nuova distribuzione degli spazi più adeguata alla nuove necessità.



Nel 1820, per volere della Duchessa Maria Luigia, che proseguì la politica finalizzata ad utilizzare grandi edifici per esigenze amministrative e militari, Palazzo Cusani divenne sede del Tribunale Giudiziario, completando così il polo carcerario ricavato nel vicino complesso di San Francesco.
Nel 1924 il Tribunale Civile e Penale venne trasferito nel palazzo della Corte d'Appello e Palazzo Cusani divenne sede di una scuola secondaria inferiore. Le modifiche conseguenti alla mutata destinazione d'uso furono pesanti e comportarono l'ulteriore partizione delle grandi sale del piano terreno, che, assieme ai successivi lavori per la realizzazione di un rifugio antiaereo utilizzato durante la seconda guerra mondiale, mutarono radicalmente l'aspetto dell'edificio.
Palazzo Cusani rimase sede della scuola media fino al 1983, quando una forte scossa sismica minò la solidità della struttura, facendola cadere in disuso.



Nel 1984, a cura del Comune di Parma, il palazzo fu oggetto di una serie di massicci interventi di consolidamento, che comportarono purtroppo un sensibile danneggiamento di ampie parti di pareti caratterizzate da decorazioni pittoriche.