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Gian Paolo Minardi

L'esperienza pittorica di Gian Paolo Minardi trova il suo momento significativo verso la metà degli anni cinquanta, sollecitata dalla particolare lettura con cui Francesco Arcangeli ha rivisitato la sintassi informel, rivissuta in una originale declinazione di 'nuovo naturalismo'. In tale temperie va collocata la mostra tenuta nel 1958 al Circolo di Cultura di Bologna, insieme a Enzo Bioli e Giorgio Belledi, presentata da Roberto Tassi, quindi la personale alla Galleria del Teatro di Parma nel 1962. " Sulle tele di Minardi - scriveva Tassi allora - le stagioni si staccano: sui greti rinsecchiti dei torrenti estivi fumano gli sterpi bruciati, si spappolano i succhi dell'autunno, si gonfiano di pioggia le erbe dei prati. Sono frammenti di una natura non trionfante, non gioiosa; 'segni' di una vita che si svolge sul filo incerto della tristezza interiore " . Nel 1996 ha luogo una retrospettiva presso la Galleria Mazzocchi di Parma, nel 2001 un'esposizione alla Casa di Rigoletto a Mantova; nella primavera del 2006 un'esposizione dal titolo " Trentatré variazioni sopra un tema" a Villa Ippoliti ( Gazoldo degli Ippoliti)