XVIII Rassegna di musica moderna e contemporanea
Daniele Ruggeri, flauti
Davide Teodoro, clarinetti
Carlo Lazari, violino
Carlo Teodoro, violoncello
Aldo Orvieto, pianoforte

Claudio Ambrosini, direttore

Claudio Ambrosini (1948)
De vulgari eloquentia (1984)
a Salvatore Sciarrino
per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, 17'

Silvia Colasanti
To muddy death. Ophelia (2008)
per flauto,clarinetto,violino,violoncello, pianoforte, 12'
Prima esecuzione assoluta

Paolo Perezzani (1955)
Oltre le fissurazioni (omaggio ad Andrea Zanzotto) (2007)
per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte, 16'

Cinque presenze in forma di figure di suono:
I.Fin dentro i giardini
II.Neve di metà maggio
III.Supraluminalità
IV.Teneramente
V.Oltre le fissurazioni

Mario Pagliarani (1963
Canzone Fantasma (1996)
a John Lennon e Paul McCartney, di nascosto
per flauto/ottavino, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte, raganella e suoni registrati, 4'30

Dario Maggi (1944)
Inquieto (2008)
A Martino Traversa
per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte, 11' ca. - Prima esecuzione assoluta

Gabriele Manca (1957)
Poisson soluble (2008)
per flauto, clarinetto, violino e violoncello, 8' - Prima esecuzione assoluta
21/10 Ex Novo Ensemble

BIOGRAFIA


Ex Novo Ensemble
Nato nel 1979 a Venezia dalla collaborazione tra un gruppo di musicisti ed il compositore Claudio Ambrosini, l'Ex Novo Ensemble rappresenta una realtà di riferimento nel panorama internazionale della nuova musica. La continuità del lavoro comune, la coerenza artistica e professionale hanno consentito al gruppo di acquisire un carattere, un "suono" che gli sono riconosciuti dal pubblico e dalla critica dei principali festival e rassegne europei. L'impegno portato nell'approfondimento del linguaggio musicale contemporaneo è in seguito divenuto punto di partenza per la rilettura del repertorio classico e particolarmente d'alcune pagine affascinanti, destinate ad organici rari e tuttora poco note. Ha partecipato a numerosi festival (tra cui HCMF 2003 a Huddersfield, Festival d'Avignon, Ars Musica a Bruxelles, Autunno di Varsavia, Akademie der Künste a Berlino, Gaudeamus a Amsterdam, Tage für Neue Musik a Zurigo, IGNM a Basilea, Festival de Strasbourg, Concerts Ville de Genève, Festival di Villa Medici a Roma, Biennale di Venezia, Musica Insieme a Bologna, Musica del nostro tempo a Milano, Eco & Narciso a Venezia e Bologna, Milano Musica) e alle stagioni concertistiche dei Münchener Philarmoniker, del Mozarteum Salzburg, del Teatro S. Carlo di Napoli, del Teatro Verdi di Trieste, della RAI di Roma e di Milano, della Tish Foundation di New York e del Chicago Center of Arts. Ha registrato concerti e produzioni per le principali Radio europee: RAI, BBC, Radio France, Westdeutscher Rundfunk (WDR), Süddeutscher Rundfunk (SDR), Belgian Broadcast Company (RBFT), Radio Svedese. Molti compositori hanno scritto e dedicato loro opere all'Ex Novo Ensemble: tra questi Claudio Ambrosini, Stefano Bassanese, Stefano Bellon, Gilberto Cappelli, John Celona, Aldo Clementi, Matteo D'Amico, Beat Furrer, Luca Mosca, Peter Nelson, Francesco Pennisi, Paolo Perezzani, Horatiu Radulescu, Salvatore Sciarrino, Roger Tessier, Ivan Vandor, Martin Wehrli, Gèrard Zinnstag. Di particolare rilievo il contributo dell'ensemble alla promozione della musica cameristica italiana del primo '900 e contemporanea, dimostrato dalla lunga e intensa collaborazione con etichette discografiche quali Arts, ASV, Black Box, Dynamic, Stradivarius, Ricordi, Naxos ed altre. Dal 2004 organizza a Venezia il Festival Ex Novo Musica, rassegna di musica contemporanea e nuove forme di spettacolo, che vedrà nel 2008 la sua quinta edizione.

Claudio Ambrosini
Claudio Ambrosini, compositore e direttore d'orchestra nato a Venezia nel 1948, studia al Conservatorio di Venezia e all'Università di Milano laureandosi in Lingue e Letterature Straniere e in Storia della Musica e incontrando, tra gli altri, maestri come Bruno Maderna e Luigi Nono. Dal 1979 si dedica principalmente alla composizione musicale, partecipando alle principali rassegne internazionali ed ottenendo numerosi riconoscimenti (come il Prix de Rome nel 1985 e il Leone d'Oro alla musica del presente della Biennale di Venezia nel 2007). La sua opera, accolta nei luoghi più prestigiosi della musica contemporanea e diretta, tra gli altri, da maestri come Muti, Markiz, Masson, Mefano, Nowak, Platz, Prin, Reck, Spanjaard, si distingue per un notevole eclettismo, che lo porta a comporre con disinvoltura lavori vocali e strumentali, musica elettronica e opere liriche, pièce radiofoniche e balletti, caratterizzati dagli esiti di una ricerca strumentale e stilistica personali. Ambasciatore privilegiato della musica di Ambrosini nel mondo è l'Ex Novo Ensemble, da lui stesso fondato nel 1979 a Venezia e diventato negli anni uno dei punti di riferimento in Italia per il repertorio contemporaneo. Oltre a dirigere stabilmente il complesso, con cui dà vita anche ad un'ampia discografia, il compositore indirizza la sua attività di ricerca inizialmente presso il Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova (dove inizia ad occuparsi attivamente di computer music dal 1977), quindi presso il CIRS, Centro Internazionale per la Ricerca Strumentale, che fonda a Venezia nel 1983.

 

TESTO CRITICO


Pare che un tale Ludwik Leibler che lavora a Parigi abbia creato in laboratorio una sostanza simile alla gomma che se si taglia o si spezza può essere subito riattaccata. Lo scopo era quello di creare giocattoli a prova di bambini, che si sa tendono a rompere gli oggetti per vedere come funzionano. Auguriamo ai compositori di non avere mai a che fare con musiche che si riattaccano da sole e impediscano di sezionarle, modificarle, smontarle e ricomporle in modo diverso, che è la base di ogni salutare attività di esercizio musicale. Ma non è solo questo il gioco preferito degli autori di questo concerto di Ex Novo, che si apre con un pezzo nato quasi un quarto di secolo fa: studiare il suono non significa anche smontare i mattoni della musica tradizionale?
L'allusione a Dante nel titolo di questo pezzo di Claudio Ambrosini, fondatore di Ex Novo, era una professione di fiducia per un linguaggio personale allora avvertito maturo per poter camminare da solo. Oggi ci appare come la preconizzazione del mosaico di linguaggi particolari che avrebbero popolato la musica dei due decenni di fine millennio. Al pianoforte viene qui data la delega di guidare, pletorico e autoritario, gli altri quattro strumenti, prendendosi tutta la scena iniziale mentre gli altri (flauto, clarinetto, violino e violoncello) non vogliono saperla di ubbidire e proseguono le loro evoluzioni lineari, in una contrastante disparità di piani linguistici. Nel successivo movimento lento, finalmente un po' di riposo: i suoni si placano in un bisbiglio indifferenziato, come se fossero riprecipitati nel brodo primordiale. Poi riattacca un allegro. Siamo forse di fronte a un'architettura classica in tre movimenti? In ogni modo ora il suono è diventato melodico, astrale, ridondante e fitto di vibrazioni. Il "vulgare" che conquistava gli altri "vulgari" stava già sbirciando dalla serratura del futuro.
Anche Silvia Colasanti si rifà alla letteratura, ma in modo più circostanziato. In questo nuovissimo To muddy death. Ophelia si riferisce alla frase con cui Gertrude annuncia la morte di Ofelia ("dal letto del suocanto ad una fangosa morte"). Se Shakespeare non mostra la morte di Ofelia in scena, non lo fa neppure Colasanti, affidando la preterizione al timbro sonoro: il pianoforte canta come la ragazza innocente che lamentava l'amore ingannevole e l'uccisione del padre, i fiati lo profumano di purezza incantata e gli archi suonati col legno lo increspano di premonizioni tragiche, come l'acqua stagnante che le farà da ultimo letto. Talvolta si sentono grida e fulmini di disperazione sonora. Ma quel frammento iniziale si svilupperà fino al tragico epilogo, nel quale risuonano campane oscure e lo sciabordìo di piatti percossi nell'acqua.
Scomporre la musica significa quindi anche saperle affidare l'ampliamento di una sensazione espressa n altri linguaggi. Alla poesia di Zanzotto si rivolge a sua volta Paolo Perezzani, non traducendo la poesia ma assorbendo le sensazioni di alcuni versi isolati che lo hanno spinto a parlare di "pezzi in forma di poesia", che nel suono prendono forma di apparizioni: presenze, appunto, che hanno lo scopo unico e ambiziosissimo di allargare le possibilità dei linguaggi e della comprensione.
Ecco che altri tre autori giocano invece molto con testi musicali già esistenti, e li scompongono come bambini felici e curiosi. La breve Canzone fantasma di Pagliarani è un arrangiamento di una canzone dei Beatles vista attraverso uno specchio deformante che solo alla fine, dalla voce di McCartney stesso, rivelerà il titolo originale, appunto come un fantasma che esce dal pianoforte. Pagliarani ama questi viaggi nel laboratorio degli autori: testi come Domenico Scarlatti gioca ai videogames, Pierrot lunatique, Bergweg. Una passeggiata attraverso la serie del Violinkonzert di Alban Berg o Johann Sebastian scrive ad Anna Magdalena sono manifestazioni dello stupore d'artista che riflette sui propri strumenti. Lo stesso problema che si è posto Dario Maggi, ma verificando la differenza di potenziale fra le inquietudini del compositore che avverte i cupi segnali della storia intorno a lui e il suo privato e minimale rovello di manipolatore di suoni. Da Inquieto esce un suono complesso, frutto delle azioni diverse ma non centrifughe degli strumenti. Infine Gabriele Manca: rifacendosi al testo di scrittura automatica di André Breton alla base del Manifesto Surrealista del 1924, allude alla "metafora liquida" del mescolarsi, dell'emulsionarsi dei fluidi, del travaso fra esterno e interno, fra inconscio e società.


Giuseppe Martini

Auditorium Paganini, inizio concerto ore 20